micro-intervista: SAXON

Diteci qualcosa della vostra versione di “Paperback Writer”, il brano che abbiamo mandato.

Qui Nibs dei Saxon…
Ciao a tutti!
“Paperback Writer” è stata uno spasso da registrare. Tutti noi nella band avevamo sentito questa canzone così tante volte che era ormai parte del nostro DNA musicale, volenti o nolenti.
Ma quando si tratta di suonarle e arrangiarle, certe canzoni iconiche, puoi cercare di affrontarle ragionandoci su da un angolo differente oppure, come abbiamo fatto noi, suonarla come viene, esattamente in stile Saxon. Mi piace pensare che con un’esecuzione così diretta potremmo anche inserirla negli spettacoli del nostro tour. Sarebbe splendido sentire la folla cantarne il ritornello insieme a noi!

Cos’è successo l’ultima volta che siete stati interrotti?

Avevamo fatto un concerto a Nottingham, in Inghilterra, e poi si c’eravamo messi in viaggio col tour bus di notte per arrivare a Tilburg, in Olanda, dove come da programma avremmo passato un day off in hotel. A mezzogiorno sono saltato su un treno verso casa a Osnabrück e mi sono profondamente addormentato all’istante.
Il mio sonno è stato interrotto dalla polizia di frontiera tedesca e da una troupe con tanto di telecamere. Mi hanno chiesto “Hai armi o droghe?” Mmm… Ero assonnatissimo per aver fatto tardissimo sul tour bus. Sembravano essere convinti fossi colpevole di possedere della droga e hanno chiesto di perquisire la mia borsa, commentando in tedesco (e io il tedesco lo parlo), “Aaah, ecco qua, il tipico odore dolce e pungente della marijuana.” Ma la mia borsa conteneva soltanto calzini e mutande delle ultime 2 settimane di tour. Così ci sono stato, andando un po’ al rallentatore, mentre loro filmavano tutto. Dopodiché mi hanno lasciato andare a casa. Un paio di settimane dopo, mio figlio più giovane mi ha raccontato che nel collegio dove si trovava, la sera si erano messi a guardare la tv col suo gruppo di studio e un professore. A un certo punto è apparso questo programma chiamato “Achtung, Kontrolle!”.
E indovina un po’ chi era una delle star dello show? Già, papà.

Consigliateci un disco che sicuro non conosciamo.

“Southern Man”, Neil Young… Lasciate che i sensi vi portino in luoghi segnati da questioni razziali… La sua voce vulnerabile e le sue dolci armonie sopra una base cruda e affilata.
Oppure…
Prince – “Sign O’ The Times”. 
SICURAMENTE conoscerete questo pezzo ma significa molto per me. Da giovane musicista turnista insieme al mio amico Matt, l’ingegnere del suono dello studio e il batterista/produttore suonavamo cazzeggiando tutto il giorno se non c’erano band che avevano prenotato lo studio. A fine giornata ci rilassavamo suonando ad alto volume quel superbo album di Prince. Il brano che gli dà il titolo è ‘popmalifunkonia’.


https://www.saxon747.com/

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