micro-intervista: NOTSTANDSKOMITEE

Dicci qualcosa di “Brennendes Eis”, il brano che abbiamo mandato.

“Brennendes Eis” (Ghiaccio Che Brucia) è un pezzo insolito, non è stato fatto nello studio Block 4. Si è materializzato durante una session degli Akustikkoppler nello studio di Matthias Schuster; durante una pausa stavo giocherellando col mio Elektron Machinedrum, che mi ero portato io e che avevo poi sincronizzato al suo Korg MS-20 e a un sequencer. Ho amato il risultato ma a lui non piaceva, così gli chiesi se per lui fosse ok che lo pubblicassi prima o poi da solo come Notstandskomitee. Ha un po’ di quella tensione energetica di alcune delle produzioni di Conny Plank, come per esempio quelle con la giapponese Phew.

Ce la faremo?

Non ne sono sicuro stavolta. La vedo cupa. Ma cosa dovremmo fare, fermarci? Mai!

Consigliaci un disco che sicuro non conosciamo.

Che ne dite di “God Bless Tiny Tim” del 1968, l’ho già citato l’altra volta? Una delle prime esperienze musicali che ho avuto da bambino è stato Tiny Tim, un buon inizio, direi, cosa mai sarebbe potuto andare storto? Mio padre l’aveva sentito in radio e aveva dovuto comprarsi il disco, per quanto era folle. Molti credevano Tiny Tim fosse una messinscena, una parodia della cultura hippie, ma no, non lo era.


https://notstandskomitee.bandcamp.com/

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