micro-intervista: LAIBACH

Diteci qualcosa della vostra versione di “The Future”, il brano che abbiamo mandato.

Paghiamo tributo a Leonard Cohen con una reinterpretazione del suo pezzo pre-apocalittico, “The Future”. La nostra interpretazione del brano, originalmente sull’omonimo album in studio di Cohen del 1992, rende oltremodo chiaro che il futuro che Cohen predisse è esattamente il nostro presente. A proposito dell’originale, che contiene alcune delle sue liriche più feroci, Cohen, che morì 6 anni fa, disse << “The Future” è oscura e divertente. Se l’avessi inchiodata sul portale di una chiesa come fece Martin Lutero sarebbe un documento davvero sinistro. >> Di recente abbiamo pubblicato anche “Love Is Still Alive I (Moon, Euphoria)”, la traccia di apertura del nostro imminente ep dallo stesso titolo, e questa canzone accompagna i pochi ultimi fortunati sopravvissuti della razza umana in un viaggio post-apocalittico attraverso lo spazio alla ricerca di un nuovo pianeta. Lungo gli 8 brani dell’ep esponiamo il fatto che l’amore è il carburante dell’esistenza della razza umana o, come disse più precisamente Leonard Cohen in “The Future”, “l’amore è lunico strumento di sopravvivenza”.
Non abbiamo mai nascosto il fatto che la nostra estetica e i nostri contenuti derivano esclusivamente dalla cultura pop, dalla storia (dell’arte) e dalla politica. Non siamo interessati all’originalità, e crediamo non esista niente di nuovo eccetto ciò che è stato dimenticato. Tuttavia ci interessa l’interpretazione e il suo contesto, il suo specifico posizionamento nello spazio e nel tempo. Siamo interessati alla cara vecchia combinazione dadaista di una macchina da cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio. La nostra scelta di reinterpretare “The Future” era nell’aria da diversi anni. Cercavamo qualcosa che riuscisse con grande peso a descrivere lo stato attuale dello zeitgeist in cui si trova l’umanità, e la composizione di Cohen fa esattamente quello, in una fantastica corrispondenza coi tempi pre-apocalittici contemporanei. Con questo rifacimento portiamo avanti il nostro tributo ai grandi autori come Dylan (“Ballad Of A Thin Man”), Jagger/Richards (“Sympathy For The Devil”), Lennon/McCartney (“Let It Be”) e Gainsbourg (“Love On The Beat”), e al contempo commemoriamo il sesto anniversario della morte di Cohen unendoci agli artisti che hanno tributato il fu gigante della poesia in musica con le proprie interpretazioni delle composizioni di Cohen.

Chi è stato?

Ha fatto tutto l’umanità, Cohen l’ha scritto, i Laibach l’hanno interpretato.

Consigliateci un disco che sicuro non conosciamo.

“Sketches Of The Red District”, l’album in arrivo dei Laibach, che sarà pubblicato presto nel prossimo anno.




https://www.laibach.org/

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